Elezioni 2018: il programma dei partiti per la scuola

Elezioni 2018: il programma dei partiti per la scuola

Ormai le elezioni sono alle porte ma molte persone sono ancora indecise su chi votare. Noi cerchiamo sempre di essere quanto più imparziali possibili e non è assolutamente nostra intenzione fare propaganda politica a qualsiasi partito. Questo è però un sito d’informazione e quindi non possiamo esimerci dal mostrare ciò che i partiti fanno, come ad esempio abbiamo fatto qui parlando del PD e qui parlando del Movimento 5 Stelle.

Le elezioni sono terminate e ne sono usciti vincitori il movimento 5 stelle e la lega.
Leggi il nostro approfondimento in cui cerchiamo di prevedere cosa accadrà al mondo della scuola ed al FIT!

Elezioni 2018: il programma dei partiti per la scuola

È indubbio che il tema principale di questo spazio è la nostra scuola e quindi ora andremo a vedere la cosa i vari partiti politici hanno in mente di fare in materia d’istruzione. Non entreremo nel merito dei programmi ma ve li mostreremo solamente, sarete voi a giudicarli. Chissà che qualcuno non decida all’ultimo momento di votare un determinato partito proprio in base a ciò che intende fare per la scuola.

Movimento 5 Stelle. Elezioni 2018: il programma dei partiti per la scuola

Il movimento 5 stelle dedica 8 pagine del suo programma alla scuola che potete trovare qui. Come obiettivo leggiamo subito che “Il Movimento 5 Stelle si propone di riportare la scuola statale italiana al centro del sistema Paese”.

Vediamo i punti principali:

  • limitazione del numero di alunni per classe (massimo 20/22);
  • ripristinare il tempo pieno e le compresenze nel primo ciclo d’istruzione;
  • aumentare il budget finanziario da stanziare, e semplificare l’accesso ai fondi europei, in modo che siano garantiti uniformemente a tutte le scuole;
  • L’assunzione del numero dei dirigenti scolastici necessari eliminando le reggenze;
  • L’aumento stipendiale di tutto il personale scolastico (Dirigenti, docenti e ATA);
  • Piano di assunzioni pluriennale di tutto il personale precario avente diritto, basato sull’effettivo fabbisogno delle scuole;
  • Abrogare la chiamata diretta ed eliminare gli ambiti introdotti dalla Legge n.107 del 2015, c.d. “Buona Scuola”;
  • monitorare il percorso di formazione iniziale, tirocinio e inserimento nella funzione docente (FIT), per un’eventuale riduzione da tre a due anni (uno formativo e uno dedicato all’esperienza sul campo) ed eventuali revisioni dei requisiti di accesso;
  • censire i precari ancora presenti nelle varie graduatorie, soprattutto nelle classi di concorso in esubero ai fini di attuare un programma di assunzione il più possibile rispondente al fabbisogno delle scuole;
  • Ripristinare l’inserimento dei docenti idonei ai concorsi nelle graduatorie di merito;
  • Contrasto della dispersione scolastica;
  • Promuovere la didattica innovativa e interdisciplinare;
  • Promuovere progetti educativi curricolari ed extracurricolari che valorizzano gli aspetti applicativi e le competenze pratiche, le attività espressive e sportive;
  • Un piano decennale per la messa a norma e in sicurezza, la riqualificazione e il rinnovamento di tutte le scuole italiane e degli ambienti dell’apprendimento;
  • L’istituzione di un Fondo unico cui si accede tramite piani triennali;
  • Abolizione dei finanziamenti alle scuole paritarie (facendo salvi i finanziamenti per asili nido e scuola dell’infanzia nonché per istituzioni private in ossequio alla sussidiarietà orizzontale);
  • Il contrasto ai diplomifici e ispezioni periodiche per la verifica dei requisiti delle scuole private;
  • La modifica della legge 62 del 2000 che ha istituito la parità scolastica per le scuole private, affinché ci sia una distinzione chiara tra scuola statale e scuola privata;
  • Eliminazione prove d’esame Invalsi, superamento della valutazione numerica ed estensione della valutazione per competenze;
  • Eliminazione del bonus docenti introdotto con la L. 107;
  • Valutazione con finalità di crescita professionale e non punitiva per i docenti;
  • Monitoraggio psico-attitudinale periodico per promuovere il benessere della comunità scolastica;
  • Aumento degli ispettori con concorso nazionale;
  • L’eliminazione dell’obbligatorietà dell’alternanza scuola-lavoro promuovendo percorsi formativi più ampi, configurati come un’azione di apprendimento nel territorio;

Qui un intervento di Di Maio e del candidato ministro dell’istruzione del Movimento 5 Stelle in risposta alle accuse di aver scritto la “Buona Scuola”.

Centro Destra. Elezioni 2018: il programma dei partiti per la scuola

Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e Noi con l’Italia.

Nel programma comune, formato da 10 punti riassuntivi, troviamo l’8 che titola proprio “Più qualità nella scuola, nell’università e nella sanità pubblica”. in questo punto troviamo le varie proposte dedicate alla scuola:

  • Più libertà di scelta per le famiglie nell’offerta educativa e sanitaria;
  • Incentivazione della competizione pubblico-privato a parità di standard;
  • Abolizione di anomalie e storture della legge impropriamente detta “Buona scuola”;
  • Piano di edilizia scolastica;
  • Centralità del rapporto docente-studente nel processo formativo;
  • Sostegno all’aggiornamento e meritocrazia;
  • Azzeramento progressivo del precariato;

 

Forza Italia. Elezioni 2018: il programma dei partiti per la scuola

Elena Centemero in un’intervista di skuola.net, che potete trovare qui, ha parlato di 3 punti centrali:

  • Rendere i nostri ragazzi cittadini consapevoli e quindi introdurre come materia obbligatoria lo studio dell’educazione alla cittadinanza della Costituzione, del diritto e dell’economia;
  • Potenziare ed investire in tutte le materie scientifiche, in modo particolare scienze, tecnologie, ingegneria e matematica;
  • Conoscere l’immediato passato e quindi conoscere la storia contemporanea che andrà studiata nell’ultimo periodo dell’ultimo anno di scuola.

Inoltre ha dichiarato che il partito intende mantenere l’alternanza scuola-lavoro ma toccheranno alcuni aspetti particolari.

Nel 2015 a LA7 ha dichiarato che “la valutazione è necessaria”.

Il 15 febbraio 2018 sul suo sito ha scritto un articolo in cui è possibile leggere che le famiglie devono partecipare maggiormente alla vita scolastica e serve un recupero di autorevolezza della scuola. Va inoltre ridato il peso al voto di condotta.

In questo intervento del 13 febbraio 2018 si può leggere che “Non c’è alcun dualismo tra scuole statali e paritarie. Anzi, è proprio grazie alle paritarie che si riescono a fornire servizi alle famiglie che altrimenti lo Stato non sarebbe in grado di garantire”.

 

La Lega. Elezioni 2018: il programma dei partiti per la scuola

La lega nel suo programma richiama ad un modello di alternanza scuola-lavoro come quello tedesco soprattutto per gli istituti tecnici e professionali.

Prevedere lo sviluppo di un sistema di bike-sharing con bicicletta a pedalata assistita funzionale alla mobilità urbana degli spostamenti casa-scuola.

A pagina 48 ci sono tutte le informazioni riguardanti l’istruzione:

  • L’asilo nido dovrà essere accessibile gratuitamente, garantendo la priorità di accesso alle mamme che lavorano e che sono residenti nel Comune da più di 5 anni;
  • Trovare spazio all’inserimento di un primo approccio con le lingue straniere nella scuola materna (3-6 anni);
  • Ciclo unico per le scuole elementari e medie;
  • La scuola superiore deve smettere di rappresentare una fase di passaggio in attesa della formazione universitaria ma deve diventare una porta reale verso il mondo lavorativo e l’espressione di un talento;
  • Le scuole paritarie e le scuole parentali sono un imprescindibile presidio sussidiario della formazione e garantiscono, d’intesa col sistema pubblico, il pluralismo educativo e rispondono a un diritto fondamentale e costituzionalmente garantito;
  • L’alternanza dev’essere scuola-lavoro, non scuola-sfruttamento;
  • Per quanto riguarda il reclutamento e la continuità didattica la lega punterà al superamento dei trasferimenti più o meno forzosi di insegnanti da una parte all’altra della Penisola;
  • Sostituirà il comma 131 della legge 107/2015 che, attualmente, recita “i contratti di lavoro a tempo determinato… non possono superare la durata complessiva di trentasei mesi, anche non continuativi”.

A pagina 58 si può leggere un capitolo denominato “Scuola”:

  • Rafforzare le competenze dei docenti e di tutto il personale scolastico;
  • Riconoscere e normare alcune figure professionali;
  • Portare a scuola la disabilità e fare cultura sulla disabilità.

Continuando a leggere il programma a pagina 68 troviamo una sezione dedicata a “Sport e scuola”:

  • Sostegno all’educazione fisica nella scuola primaria:
    • Versione A: Inserimento del laureato in scienze motorie nell’organico stabile della scuola primaria
    • Versione B: Estensione in tutta Italia in tutte le classi e le scuole del progetto “A Scuola di Sport” che prevede l’inserimento del laureato in scienze motorie (30 ore annuali), retribuito attraverso accordi con Ministero e Coni.
  • Sostegno all’associazionismo sportivo scolastico;
  • Visite mediche sportive gratuite nella scuola primaria attraverso la Federazione Medici Sportivi.

Salvini ha più volte dimostrato la sua contrarietà nel negare i presepi a scuola, qui  un esempio., ed ha più volte dimostrato la sua contrarietà alla “teoria gender”, qui un post difacebook del 2015 e qui una dichiarazione del 1 marzo 2018.

Infine sottolineiamo che Salvini è stato accusato di aver detto che gli insegnanti sono dei privilegiati perché fanno 3 mesi di vacanze all’anno, ma il segretario della lega ha smentito la veridicità di questo fatto: “Non ho mai parlato delle ferie degli insegnanti”. Qui potete trovare maggiori approfondimenti.

 

Fratelli d’Italia. Elezioni 2018: il programma dei partiti per la scuola

Qui potete trovare tutti gli articoli con il tag “scuola”.

Nella sezione “Le sfide per l’Italia” viene più volta posta attenzione sulla scuola:

  • Miglioramento degli strumenti di collegamento tra scuola, università e mondo del lavoro;
  • Introduzione della sicurezza stradale come materia obbligatoria nelle scuole con specifico programma ministeriale;
  • Avvicinamento della scuola e dell’università al mercato del lavoro, riducendo la distanza tra l’esigenza di competenze delle imprese e l’offerta fin qui disponibile. Rimodulare gli indirizzi formativi rivolti al turismo, dagli istituti professionali alle Università;

Il punto 13 è chiamato proprio “Costruire il futuro partendo da scuola e università” e sono poi previsti diversi punti, vediamo qualcuno:

  • Implementazione dei sistemi di valutazione e di aggiornamento culturale e professionale della classe docente;
  • Incentivazione dell’apertura delle istituzioni scolastiche e universitarie oltre l’orario didattico;
  • Potenziamento dell’educazione motoria e sportiva sia nella scuola primaria sia nella scuola secondaria di primo e secondo grado;
  • Attenzione al problema della sicurezza di tutte le strutture scolastiche;
  • Affermazione della centralità della funzione docente nella società della conoscenza;
  • Snellimento delle procedure burocratiche per sostenere la mobilità europea degli studenti italiani;
  • Istituzione del Fondo per il prestito d’onore.

 

Noi con l’Italia. Elezioni 2018: il programma dei partiti per la scuola

Noi con l’Italia punta, nel suo programma, ha proprio una voce denominata “Noi per la scuola, l’università e la ricerca. Vediamo le principali questioni riguardanti la scuola:

  • Detrazione delle rette per scuole materne e asili nido paritari;
  • Sistemi di protezione e videosorveglianza in scuole;
  • No teorie gender nelle scuole senza previa autorizzazione dei genitori;
  • Piena autonomia alle scuole;
  • Introduzione della seconda lingua obbligatoria alle superiori. Favorire la digitalizzazione di scuole;
  • Valutazione più efficace degli insegnanti, accessibile ai genitori, affinché essi possano scegliere la scuola migliore per i loro figli;
  • Riforma del contratto nazionale collettivo degli insegnanti per differenziare i livelli di categorie, tempo dedicato al lavoro e merito: introduzione del part time obbligatorio per coloro che affiancano libere professioni all’insegnamento; introdurre di una categoria di merito (con tangibili premi economici) per coloro che fanno dell’insegnamento non un mero impiego ma una missione di vita;
  • Messa in sicurezza degli edifici scolastici;

 

Centro Sinistra. Elezioni 2018: il programma dei partiti per la scuola

Partito Democratico, +Europa, Lista Civica Popolare Lorenzin e Italia Europa Insieme.

Partito democratico. Elezioni 2018: il programma dei partiti per la scuola

Il programma del partito democratico è diviso in 100 punti, andiamo a vedere quelli che interessano la scuola:

  • Portare a centomila il numero degli studenti degli ITS (istituti tecnici superiori): nel tempo dell’intelligenza artificiale e della robotica, il futuro dell’Italia parte dalla formazione e dalle competenze;
  • Aumentare il tempo pieno al sud e imponendo limiti inderogabili al numero degli alunni nelle classi;
  • Combattere la burocrazia scolastica che spesso fa passare interi pomeriggi a riempire moduli inutili a professori e personale della scuola;
  • Realizzare la legge quadro sullo sport, con particolare attenzione a rafforzare il binomio sport-scuola con l’intensificazione dell’educazione fisica fin dalle scuole primarie;
  • Investire sulla formazione permanente e sul coinvolgimento di insegnanti nelle scuole con il sostegno delle forze dell’ordine.

 

+Europa. Elezioni 2018: il programma dei partiti per la scuola

Nel programma di +Europa la scuola viene vista sotto diversi punti e c’è un paragrafo che si intitola proprio “Scuola e università”. Adiamoli a vedere i punti principali:

  • Serve un piano di politiche attive per il lavoro che coinvolga la scuola;
  • Ogni scuola deve ricevere obiettivi formativi e essere valutata sulla base del progresso verso questi obiettivi;
  • L’alternanza scuola-lavoro va rafforzata e resa stabile con un sistema di valutazione che innalzi la qualità dei percorsi, tutor territoriali che aiutino le scuole a incontrare le imprese e nuovi investimenti su laboratori aperti nel territorio;
  • È fondamentale accrescere le opportunità di espressione creativa nella scuola, aumentando la consapevolezza nei cittadini, a partire dai più giovani, sul ruolo sostanziale che la cultura ha per ciascuno di noi e per tutto il Paese;
  • Siamo per un modello di istruzione dove scuole superiori, università, centri di ricerca e imprese dialoghino e sappiano arricchirsi gli uni con gli altri.

 

Italia Europa Insieme. Elezioni 2018: il programma dei partiti per la scuola

Nel programma di Italia Europa Insieme possiamo leggere che il loro intento è:

  • Investire concretamente in conoscenza e istruzione, riqualificare la scuola, in particolare quella tecnico-scientifica e l’università, valorizzare la nobile fun-zione di insegnanti e docenti;
  • Intervenire rendendo reale il diritto allo studio e riqualificando la scuola e l’università;
  • La scuola deve essere accessibili e di qualità. Deve integrarsi nella società, innovandola e anticipandone il cambiamento.

 

CasaPound Italia. Elezioni 2018: il programma dei partiti per la scuola

Nel programma di CasaPound Italia la scuola trova spazio nel punto 10 “Per la scuola pubblica” in cui viene specificato che “La scuola deve essere il luogo privilegiato della formazione integrale dell’allievo protagonista dell’atto educativo, non mero utente di un servizio”.

I punti previsti per la scuola sono:

  • Maggiore rappresentanza studentesca nei consigli d’istituto;
  • L’adozione di un libro unico per ogni materia a livello regionale;
  • Sostegno incondizionato alla scuola pubblica. le scuole private non devono ricevere fondi e finanziamenti;
  • Aumento delle ore di educazione fisica del 150%. Palestre e strutture sportive all’avanguardia e uguali in tutti gli istituti. Insegnanti qualificati come unici addetti ai corsi;
  • Introduzione, nelle ore di educazione fisica, di discipline sportive che accrescano la consapevolezza di sé.

 

Liberi e uguali. Elezioni 2018: il programma dei partiti per la scuola

Nel programma di liberi e uguali, dopo l’introduzione, troviamo “Istruzione e ricerca: al primo posto”, con un approfondimento programmatico sulla scuola che potete trovare qui.

Vediamo i punti principali:

  • La 107 e i suoi decreti attuativi non sono la scuola che vogliamo e per questo vanno abrogati insieme a molti altri provvedimenti precedenti;
  • Serve investire nel sistema dell’istruzione:
    • La generalizzazione della scuola dell’infanzia, che tocchi il 100% dei piccoli aventi diritto con l’obiettivo di farla entrare a pieno titolo nell’obbligo scolastico;
    • La gratuità degli studi per l’intero percorso educativo;
    • L’aumento e la riqualificazione del tempo scuola, tempo pieno e tempo prolungato, e delle compresenze, con il conseguente aumento dell’organico necessario per garantirli;
    • L’abolizione dei contributi chiesti alle famiglie – di fatto non più volontari;
    • Una legge per il diritto allo studio che garantisca e uniformi il sistema in tutta Italia.
  • Una scuola che promuove, una scuola inclusiva;
  • Serve dunque tornare a parlare del grande valore della professione di chi opera nella scuola di tutti e per tutti, anche per eliminare il luogo comune del lavoro “facile” da pagare poco, e rivendicare un adeguamento degli stipendi dei docenti e di quelli del personale Ata. È stato ribadito, in alcuni interventi, la fondamentale importanza del lavoro dei collaboratori scolastici, spesso sottovalutato e non riconosciuto.

Qui un video in cui Grasso propone di abolire le tasse universitarie (minuto: 1:47).

 

Forza nuova. Elezioni 2018: il programma dei partiti per la scuola

Purtroppo nel programma di Forza nuova l’unico accenno fatto alle scuole è il seguente: “asili nido gratuiti per madri a basso reddito, la concessione di libri e materiale didattico gratuiti agli studenti della scuola dell’obbligo. Ogni propaganda gender nelle scuole deve cessare immediatamente”

 

Potere al popolo. Elezioni 2018: il programma dei partiti per la scuola

Nel programma di potere al popolo il punto 7 è dedicato alla “Scuola, università e ricerca”. I punti che intendono perseguire sono:

  • La cancellazione della legge 107/15 e di tutte le altre riforme che hanno immiserito la scuola;
  • La copertura totale del fabbisogno di posti negli asili nido e nella scuola dell’infanzia pubblica;
  • Il rilancio della collegialità e della vita democratica nelle scuole, con l’abolizione della figura del “dirigente-manager”;
  • L’introduzione di un limite massimo di 20 alunni per classe e la generalizzazione del tempo pieno per il primo ciclo d’istruzione, l’elevamento dell’obbligo scolastico (e non formativo) a 18 anni;
  • L’abolizione dei test INVALSI;
  • L’abolizione di ogni finanziamento alle scuole private;
  • Un serio adeguamento salariale per il personale docente e non docente di ogni ordine e grado, l’assunzione di tutti i precari con 36 mesi di servizio e la cancellazione del precariato per il futuro;
  • La gratuità degli studi universitari e postuniversitari pubblici;
  • Un piano straordinario di edilizia scolastica con particolare riferimento alla sicurezza antisismica.

 

Il Popolo della Famiglia. Elezioni 2018: il programma dei partiti per la scuola

Il programma del popolo della famiglia si basa principalmente su:

  • Contrasto dell’ideologia gender in qualsiasi forma venga introdotta nei programmi scolastici;
  • Reale parificazioni delle scuole non statali con applicazione del costo standard e dei buoni scuola;
  • Rivalutazione economica e professionali degli insegnanti, in primis quelli di sostegno.
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