Lasciare una supplenza. Quando non ci sono sanzioni

lasciare una supplenza

Molti docenti hanno paura che non sia possibile lasciare una supplenza per un’altra, ma non sempre è così. Vediamo in quali casi è possibile lasciare una supplenza senza incorrere in nessun tipo di sanzione:

Quando è possibile lasciare una supplenza per un’altra

La normativa di riferimento che regola il conferimento delle supplenze al personale docente ed educativo è il D.M. del 13 giugno 2007.

Nell’accertamento conciliabilità dei docenti delle graduatorie, che potete trovare qui, alla lettera G leggiamo che

Per costante orientamento è sempre consentito lasciare una supplenza in attesa dell’avente titolo per accettarne altra attribuita a titolo definitivo

Inoltre la Nota MIUR 7138/2011 stabilisce che

E’ facoltà del supplente in servizio a titolo provvisorio, nominato in base alle graduatorie del precedente biennio, lasciare la supplenza in atto per accettarne altra di qualsiasi tipologia propostagli sulla base delle nuove graduatorie di circolo e di istituto vigenti per il corrente triennio 2011-2014

La nota è applicabile a tutti gli anni in base alla lettera G sopracitata.
Quindi si può lasciare una supplenza fino ad avente diritto per un’altra in cui c’è una data di termine certa.

L’art. 8 comma 2 del D.M sopracitato sancisce che fino al 30 aprile è possibile lasciare una supplenza, se essa non è fino al termine delle lezioni o oltre, per un incarico di durata fino al termine delle lezioni o oltre.

Nella nota 37381/2017 viene specificato che dopo l’accettazione, ma prima della stipula dei relativi contratti, si può rinunciare ad uno spezzone per accettare una supplenza su posto intero sino al 30 giugno o 31 agosto.

Inoltre è sempre possibile lasciare una supplenza ottenuta da Graduatoria d’Istituto per accettarne altra attribuita sulla base delle graduatorie ad esaurimento.

Ricapitolando:

Sarà possibile lasciare una supplenza fino ad avente diritto solo per una qualsiasi supplenza con termine certo. La supplenza può essere di un’ora o di 18 ore, non fa differenza.

Sarà possibile lasciare una supplenza prima del 30 aprile che termina prima della fine delle lezioni:

  • Per una supplenza con incarico di durata fino al termine delle lezioni o oltre;
  • Dopo l’accettazione e prima della firma dei relativi contratti si può rinunciare ad uno spezzone per una supplenza su posto intero fino al 30 giugno o oltre.

Sarà possibile lasciare una supplenza fino alla fine delle lezioni o oltre solo per accettarne altra attribuita sulla base delle graduatorie ad esaurimento.

Quali sono le sanzioni se si lascia una supplenza?

Nell’art. 8 comma 1 leggiamo che le sanzioni sono divise in base alla supplenza da graduatoria ad esaurimento (GAE), Graduatoria d’Istituto (GI).

GAE:

  • La rinuncia ad una proposta di assunzione o l’assenza alla convocazione comportano la perdita della possibilità di conseguire supplenze sulla base delle graduatorie ad esaurimento per il medesimo insegnamento;
    La sanzione vale solo per l’anno scolastico in corso.
  • La mancata assunzione di servizio dopo l’accettazione, attuatasi anche mediante la presentazione preventiva di delega, comporta la perdita della possibilità di conseguire supplenze, sia sulla base delle graduatorie ad esaurimento che di quelle di circolo e di istituto, per il medesimo insegnamento.
    La sanzione vale solo per l’anno scolastico in corso.
  • L’abbandono del servizio comporta la perdita della possibilità di conseguire supplenze, sia sulla base delle graduatorie ad esaurimento che di quelle di circolo e di istituto, per tutte le graduatorie di insegnamento.
    La sanzione vale solo per l’anno scolastico in corso.

GI:

  • La rinuncia ad una proposta contrattuale o alla sua proroga o conferma ripetuta per due volte nella medesima scuola comporta, esclusivamente per gli aspiranti totalmente inoccupati al momento dell’offerta di supplenza, la collocazione in coda alla relativa graduatoria di terza fascia;

La sanzione vale solo per l’anno scolastico in corso;

  1. In caso si è già in servizio su spezzone orario al momento della proposta non si applica nessun tipo di sanzione.
  2. Inoltre non si applica la sanzione se l’aspirante è chiamato da MAD, come specificato nel n.AOODGPER. 21992
  • La mancata assunzione in servizio dopo l’accettazione comporta la perdita della possibilità di conseguire supplenze per il medesimo insegnamento in tutte le scuole in cui si è inclusi nelle relative graduatorie;
    La sanzione vale solo per l’anno scolastico in corso.
  • L’abbandono del servizio comporta la perdita della possibilità di conseguire supplenze, conferite sulla base delle graduatorie di circolo e di istituto, per tutte le graduatorie di insegnamento.
    La sanzione vale solo per l’anno scolastico in corso.

Le sanzioni non si applicano o vengono revocate ove i previsti comportamenti sanzionabili siano dovuti a giustificati motivi suffragati da obiettiva documentazione da far pervenire alla scuola.

Differenza tra disponibilità ed accettazione

Molti docenti confondono la disponibilità e l’accettazione. Fin quando si dà la disponibilità nell’accettare una supplenza ci si può tirare indietro senza nessun tipo di sanzione. Nel momento in cui invece si accetta la supplenza un futuro rifiuto equivale ad abbandono di servizio.
Nelle mail deve essere specificato se è richiesta la disponibilità o l’accettazione. Quando si delega il dirigente scolastico, in modo da non andare fisicamente alla convocazione, nel caso in cui si è il destinatario della supplenza essa sarà accettata. E quindi non sarà più possibile tirarsi indietro senza sanzioni.

Supplenze e dottorato

Un dottorando può accettare una supplenza ed entrare poi in aspettativa non retribuita per maturare il punteggio. Così è stabilito nella C.M. N. 15 Prot. N. AOODGPER 1507.

le predette disposizioni esplicano, la propria validità esclusivamente sotto il profilo giuridico (riconoscimento del servizio ai fini previsti delle vigenti disposizioni) non ritenendosi che le stesse possano esplicare la validità sotto il profilo economico (conservazione della retribuzione per il periodo di frequenza del dottorato)”.

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