La laurea che vale meno di un diploma

In questi giorni si sta a lungo discutendo di una questione molto delicata, quella che riguarda l’inserimento in GAE (anche se con riserva) dei diplomati magistrali e la preoccupazione dei laureati o laureandi in Scienze della formazione Primaria.

La questione parte da lontano, cerchiamo di fare chiarezza.

Dal diploma alla laurea

A partire dal 2002, per far fronte alle rinnovate richieste del mondo del lavoro, per portare il livello di istruzione dei docenti Italiani al pari di quello degli altri paesi, per ottenere l’acquisizione di competenze e conoscenze sempre maggiori e più specializzate, dopo anni di dibattiti, si stabilì che per insegnare nella scuola dell’Infanzia e nella Primaria non fosse più sufficiente il diploma magistrale. Fu dunque istituito un corso di laurea idoneo alla formazione dei futuri nuovi insegnanti, parliamo del corso di laurea in Scienze della Formazione Primaria, il cui accesso richiede il superamento di un test d’ingresso che permette l’iscrizione a un numero di studenti stabilito dal Ministero dell’Istruzione sulla base del fabbisogno nazionale annuo.

Dalla laurea si ritorna al diploma

Il corso di laurea dunque, coniuga tutt’oggi l’attività pratica alle teorie in ambito metodologico, didattico e pedagogico. Il problema è che dopo oltre dieci anni e migliaia di ricorsi giudiziari, al diploma magistrale conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002 è stato riconosciuto il valore abilitante all’insegnamento, praticamente si è equiparato il diploma alla laurea. Inoltre gli stessi diplomati sempre tramite ricorso, hanno ottenuto, o intendono ottenere ,di accedere alle GAE, (graduatorie ad esaurimento) che consente di ottenere il ruolo immediato, senza sottoporsi a concorso, mentre ai laureati in Scienze della Formazione Primaria dal 2008 in poi, non è data tale possibilità poiché le GAE risultano chiuse ufficialmente nel 2008.

La laurea che vale meno di un diploma

Qualora il consiglio di Stato, che si riunirà il 15 novembre 2017, decidesse di ammettere i diplomati magistrali nelle GAE, i laureati in Scienze della Formazione Primaria risulteranno in una posizione sfavorevole dal punto di vista lavorativo, perché verrebbero convocati prima i diplomati ed ogni anno i posti per il ruolo saranno divisi al 50% tra chi ha solo un diploma magistrale conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002 e chi ha la laurea in Scienze della Formazione Primaria ed ha superato il concorso a cattedra. Chi ha solo la laurea e non sarà riuscito a vincere il concorso sarà escluso dal ruolo, al contrario di chi ha solo un diploma e non ha mai vinto nessun concorso.

Il paradosso

I numeri sono alti, parliamo di almeno 60 mila diplomi abilitanti. Si creerebbe un evidente paradosso: il diploma, avrebbe più valore della laurea e in questa maniera, i diplomati scavalcherebbero chi ha conseguito e conseguirà la laurea in Scienze della Formazione Primaria. Inoltre, per ottenere l’incarico definitivo, a tempo indeterminato, i laureati in Scienze della Formazione Primaria, dovranno superare un concorso.

Laureati e laureandi dunque rivendicano la completezza della loro formazione, l’affermazione dei loro diritti e sostengono di essere vittime di ingiustizia.

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