Il concorso docenti e la rabbia dei precari

Il concorso docenti e la rabbia dei precari

In questi giorni sono state presentate le idee del nuovo governo per il prossimo concorso docenti e la rabbia dei precari è esplosa. Subito dopo la pubblicazione dell’articolo sono iniziati ad arrivarci molti messaggi da parte dei docenti, con e senza anni di esperienza, per le modifiche che il governo vuole apportare al FIT. Ci sembra giusto quindi dar voce alla loro rabbia e riassumere tutto ciò che ci è arrivato.

Il concorso docenti e la rabbia dei precari con anni di esperienza

Quest’anno si è svolto il concorso docenti per gli abilitati nel quale non erano previste bocciature. Già nel settembre 2018 molti docenti che hanno vinto il concorso hanno iniziato il loro anno di prova al termine del quale saranno assunti a tempo indeterminato.

Un altro concorso doveva essere riservato a chi aveva almeno 3 anni di servizio che, seppur erano previste bocciature, veniva visto comunque come canale riservato per chi già lavora a scuola da anni, rispetto ai neolaureati e chi ha scelto la strada dell’insegnamento da poco.
Le intenzioni del nuovo governo sono quelle di eliminare questo concorso e fare un unico concorso per chi ha e non ha esperienza, riservando ai precari storici solo il 10% dei posti.
In questa maniera, così come accaduto nel concorso docenti 2016, potrebbero essere assunti molti docenti anche al loro primo anno di esperienza, rispetto ai docenti più anziani che già vantano una gavetta di oltre 10 anni.

Per un giovane neolaureato, senza famiglia ed a casa con i genitori, sarà certamente più facile studiare rispetto a chi va ogni mattina a scuola ed oltre al lavoro dovrà continuare a portare avanti la famiglia.

Inoltre chi ha investito tempo e soldi nella scuola, spesso insegnando a migliaia di km da casa, non trova assolutamente giusto aver ricevuto prima una promessa ed ora vedersela levare così. Soprattutto considerando che ai docenti abilitati è stato garantito ciò che gli è stato promesso.
Ancora una volta, dopo anni ed anni, si sentono solo sfruttati dallo Stato.

Il concorso docenti e la rabbia dei precari senza esperienza

Se da un lato i precari storici hanno i loro motivi per essere arrabbiati, d’altro lato anche chi si è avvicinato da poco all’insegnamento non ha ben gradito questa nuova notizia. Il problema dello scontro tra due generazioni di docenti, chi non ha mai messo piede in una classe e chi invece insegna da anni, sta nel fatto che i giovani in questa maniera rischiano di scontrarsi con chi ha anni ed anni di esperienza. Questo li vedrebbe molto penalizzati in graduatoria in quanto, seppur con un buon punteggio nelle prove, potrebbero vedersi scavalcati da chi ha molti anni d’insegnamento grazie al punteggio sul servizio.

Precari storici contro le nuove leve?

Non è intenzione di nessuno iniziare, o peggio ancora continuare, la cosiddetta “guerra tra poveri”. Nuove leve e precari storici vogliono solo equità e far scontrare con gli stessi test e le stesse metodiche chi non è mai entrato in una classe ed ha 26/27 anni con chi invece insegna da anni ed ha oltre 40 anni non sembra giusto per nessuno.

Il concorso docenti e la rabbia dei docenti di ruolo

È così, ad essere furiosi sono anche molti docenti di ruolo, sia della scuola dell’infanzia e primaria che della scuola secondaria. Il motivo è semplice, tutti si pongono una domanda: chi vuole abilitarsi in un’altra classe di concorso come dovrebbe fare? Superare il concorso sarà abilitante, ma è difficile da credere che chi ha già un contratto a tempo indeterminato per prendere un’altra abilitazione dovrà sottoporsi al concorso. Qual è la strada da percorrere della maestra che vuole diventare professoressa? E della professoressa che vuole cambiare classe di concorso?
Ad oggi non ci è dato saperlo.

Il concorso docenti e la rabbia dei precari ignorati dalle istituzioni

Con la L. 107 il PD ha perso l’appoggio di gran parte dei docenti della scuola di tutta Italia in quanto, nonostante le proteste degli insegnamenti, la riforma scolastica è andata avanti senza ascoltare nessuno. Anche questo ha portato al crollo del Partito Democratico, ed oggi una sua scomparsa dallo scenario politico nazionale non sorprenderebbe nessuno.
I voti dei docenti sono confluiti proprio nel M5S e nella Lega, anche in considerazione dei programmi che i due partiti hanno mostrato durante la campagna elettorale. Entrambi i partiti al governo hanno promesso piani di assunzioni ed abilitazioni per chi ha esperienza. Mentre in questa bozza si legge solo di un concorso vecchio stile, come avveniva anni fa. Dove sta il cambiamento del Governo del Cambiamento?

Noi speriamo che Il Vice Premier Salvini ed il Vice Premier Di Maio non facciano orecchie da mercanti riguardo il concorso docenti e la rabbia dei precari, come fece l’allora Premier Matteo Renzi. Speriamo che, al contrario del PD, dimostrino vicinanza alle richieste dei docenti italiani.

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